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Scienza 2 min di lettura Maya Bennett Altre lingue: RU ES DE PT FR CS EL RO PL GB
Un composto della cannabis mostra un potenziale effetto antietà e di miglioramento cognitivo

Un composto della cannabis mostra un potenziale effetto antietà e di miglioramento cognitivo

Un recente studio suggerisce che la somministrazione prolungata di basse dosi di Δ9-THC, il principale componente psicoattivo della cannabis, potrebbe costituire una base per lo sviluppo di trattamenti efficaci contro l’invecchiamento e per il miglioramento delle capacità cognitive. Pubblicata sulla rivista Pharmacology and Translational Science dell’American Chemical Society, la ricerca evidenzia un aumento significativo dell’energia e della produzione di proteine sinaptiche nei topi anziani trattati con Δ9-THC.

Lo studio, finanziato dal governo tedesco nel contesto della nuova politica nazionale di legalizzazione della cannabis, indica che basse dosi di Δ9-THC potrebbero invertire il declino cognitivo legato all’età. I ricercatori hanno osservato che, nei topi anziani, il THC aumentava l’attività di mTOR, una proteina fondamentale per le funzioni cognitive e per i processi cellulari associati all’invecchiamento. Questa attività ha favorito la formazione e la riparazione delle sinapsi, soprattutto nell’ippocampo, una regione del cervello coinvolta nell’apprendimento e nella memoria.

I ricercatori hanno inoltre scoperto che il THC produceva un effetto in due fasi. Inizialmente aumentava l’attività di mTOR e la mobilitazione dell’energia nel cervello, favorendo la crescita delle sinapsi. Successivamente, l’attività di mTOR diminuiva nel tessuto adiposo, contribuendo a effetti antietà attraverso la riduzione dei processi metabolici. Questo duplice effetto potrebbe aprire la strada allo sviluppo di farmaci in grado non solo di migliorare le capacità cognitive, ma anche di contrastare l’invecchiamento.

È importante sottolineare che lo studio ha rilevato effetti del THC dipendenti dall’età. Mentre i topi anziani hanno beneficiato di un miglioramento delle capacità cognitive, quelli più giovani hanno manifestato effetti negativi, come disturbi della memoria. Questo risultato è coerente con studi precedenti, che avevano già evidenziato effetti differenti del trattamento con THC in base all’età.

I risultati suggeriscono che basse dosi di Δ9-THC potrebbero offrire un nuovo approccio al trattamento dell’invecchiamento cerebrale, aprendo potenzialmente la strada a importanti progressi nelle terapie antietà e per il miglioramento cognitivo.

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