Uno studio rivela informazioni gravemente inaccurate sulle etichette dei prodotti CBD derivati dalla canapa
Un recente studio ha rilevato diffuse inesattezze nell’etichettatura dei prodotti a base di cannabidiolo (CBD) derivato dalla canapa, sollevando preoccupazioni sulla trasparenza nei confronti dei consumatori e sulla sicurezza dei prodotti. La ricerca ha analizzato 97 prodotti contenenti CBD, tra cui articoli per la cura dei capelli, cosmetici, alimenti, bevande e prodotti commestibili, acquistati nel 2020 presso negozi al dettaglio del Maryland e rivenditori online.
I ricercatori hanno utilizzato la gascromatografia-spettrometria di massa (GC-MS) per misurare le concentrazioni effettive di cannabinoidi in ciascun prodotto, confrontando i risultati con le quantità dichiarate sulle etichette. I risultati sono stati sorprendenti: la maggior parte dei prodotti esaminati conteneva informazioni fuorvianti sulla quantità di CBD.
Tra i 71 prodotti che indicavano sull’etichetta la quantità totale di CBD, quasi la metà, il 49%, ne conteneva più di quanto dichiarato, mentre il 38% ne conteneva meno. Solo circa il 13% dei prodotti era etichettato correttamente, con un contenuto di CBD compreso entro un margine del ±10% rispetto alla quantità indicata. Il dato più preoccupante è stato che 10 prodotti non contenevano affatto CBD, nonostante quanto dichiarato sulle etichette.
Ulteriori analisi hanno mostrato notevoli differenze nel contenuto di CBD tra le varie categorie di prodotti. Gli articoli per la cura dei capelli, per esempio, presentavano una deviazione mediana del -53%, e alcuni non contenevano CBD. I cosmetici mostravano una deviazione mediana del +18%, mentre un prodotto superava di oltre il 1000% la quantità dichiarata. Gli alimenti e le bevande erano più vicini ai livelli di CBD indicati, con una deviazione mediana di appena il -1%, anche se alcuni prodotti presentavano variazioni estreme comprese tra il -100% e il +4468%.
È interessante notare che lo studio non ha riscontrato differenze significative nell’accuratezza del contenuto di CBD tra i prodotti che dichiaravano di essere stati sottoposti a test di terze parti e quelli che non lo dichiaravano. Inoltre, molti prodotti riportavano affermazioni terapeutiche o venivano commercializzati come sicuri e salutari, ma solo circa un terzo includeva avvertenze secondo cui tali dichiarazioni non erano state valutate dalla FDA.
I ricercatori hanno sottolineato la necessità di una supervisione normativa più rigorosa sui prodotti contenenti cannabinoidi, al fine di garantire il controllo della qualità e proteggere i consumatori da dichiarazioni sanitarie fuorvianti o prive di adeguate prove.
