
Una pianta di marijuana è formata da radici, fusto, nodi, rami, foglie e, nelle piante femmina, dalle cime, composte da calici, pistilli e tricomi. Le foglie cambiano durante la vita della pianta: prima spuntano due cotiledoni rotondi, poi le prime foglie seghettate, quindi le grandi foglie a ventaglio con 5–9 foglioline e, in fioritura, le piccole foglie zuccherine ricoperte di resina. Conoscere ogni parte aiuta a capire cosa sta succedendo alla pianta e quando è matura.
Se ti sei mai chiesto com’è fatta da vicino una pianta di cannabis, questa guida ne descrive le parti dal basso verso l’alto: cos’è ciascuna, a cosa serve e cosa osservare. Vediamo anche com’è fatta la foglia di marijuana a seconda della genetica, cosa indicano i suoi colori, come si forma una cima e come distinguere una pianta maschio da una femmina.
Le parti della pianta di marijuana: il quadro generale
Questa tabella riassume tutte le parti della pianta di cannabis. Le spieghiamo una per una nelle sezioni seguenti.
| Parte | Che cos’è | Cosa osservare |
|---|---|---|
| Radici | la radice principale (fittone) e le radici secondarie nel substrato | radici bianche e sode; radici marroni e molli indicano troppa acqua |
| Fusto | l’asse principale che sostiene la pianta e trasporta acqua e nutrienti | un fusto spesso e corto indica buona luce; uno sottile e allungato, luce scarsa |
| Nodi e internodi | i punti da cui nascono foglie e rami, e il tratto di fusto tra l’uno e l’altro | ai nodi compaiono le prefioriture che rivelano il sesso |
| Cotiledoni | le prime due foglie rotonde che escono dal seme | dopo qualche settimana ingialliscono e cadono: è normale |
| Foglie a ventaglio | le grandi foglie seghettate con più foglioline | colore e forma riflettono la salute e la genetica della pianta |
| Foglie zuccherine | piccole foglie che crescono tra i calici della cima | si ricoprono di tricomi; si rifilano dopo il raccolto |
| Cima | il fiore della pianta femmina, formato da tanti calici | la cima principale è la più grande, in cima al fusto |
| Pistilli | i peli che escono dai calici, prima bianchi, poi arancioni | il loro colore suggerisce la maturazione, ma decidono i tricomi |
| Tricomi | minuscole ghiandole di resina su cime e foglie zuccherine | trasparenti, lattiginosi o ambrati: segnano il momento del raccolto |

Radici e fusto: la base della pianta
La prima cosa che esce dal seme è la radice principale (fittone), che cresce verso il basso; da questa si diramano poi molte radici secondarie più sottili. Le radici assorbono acqua e nutrienti e ancorano la pianta. Hanno bisogno di aria quanto di acqua: per questo un substrato arioso e ben drenato conta più di annaffiature abbondanti. Le radici sane sono bianche e sode; se diventano marroni, molli e maleodoranti, la causa è quasi sempre l’eccesso d’acqua.
Il fusto è l’asse della pianta. Lungo il fusto acqua e nutrienti salgono dalle radici, mentre gli zuccheri prodotti dalle foglie scendono. Un fusto corto e robusto indica buona luce e aria in movimento; un fusto lungo, sottile e che si piega indica che la luce è troppo lontana o troppo debole. Con l’età la base del fusto diventa legnosa.
Nodi, internodi e rami
I nodi sono i punti del fusto da cui nascono foglie e rami. Il tratto di fusto tra due nodi si chiama internodo. Nelle piante giovani le foglie crescono una di fronte all’altra, a coppie; con la maturazione iniziano ad alternarsi, una per lato: è uno dei segnali che la fioritura si avvicina.
- Internodi corti: tipici delle varietà a dominanza indica; danno piante compatte con cime fitte e ravvicinate.
- Internodi lunghi: tipici delle sativa e delle piante cresciute con poca luce; danno piante più alte e aperte.
- Prefioriture: qualche settimana prima della fioritura, ai nodi compaiono i primi minuscoli fiori, che rivelano se la pianta è maschio o femmina.
Ogni nodo ha anche una gemma all’ascella della foglia, da cui cresce un ramo laterale. Le tecniche di allevamento come il topping o la LST lavorano proprio su questi germogli: tagliando o piegando l’apice, la pianta distribuisce la sua energia su più rami. Come si fa lo spieghiamo nella guida topping e potatura della cannabis.
La foglia di marijuana: quattro tipi di foglie
La foglia di marijuana, quella che tutti riconoscono, è la parte più famosa della pianta, ma non è una sola cosa: nel corso del ciclo compaiono quattro tipi di foglie, ognuno con una funzione diversa.
Cotiledoni: le prime foglie
I cotiledoni sono le due foglie rotonde e lisce che escono dal seme quando germina. Sono già formati dentro il seme e nutrono la piantina nei primi giorni, finché le foglie vere non prendono il loro posto. Dopo qualche settimana ingialliscono e cadono: è del tutto normale. Se invece ingialliscono nei primi giorni, di solito è un segnale di troppa acqua o troppo fertilizzante. Le fasi della germinazione sono descritte nella nostra guida su come far germinare i semi di cannabis.

Foglie vere e foglie a ventaglio
Dopo i cotiledoni arrivano le foglie vere, con il tipico bordo seghettato. Le prime hanno una sola fogliolina (ognuna delle «dita» della foglia); le coppie successive ne hanno tre, poi cinque e così via, fino alle grandi foglie a ventaglio della pianta adulta, che di solito hanno da 5 a 9 foglioline e a volte 11 o più. Il numero di foglioline è quasi sempre dispari.
Le foglie a ventaglio sono i pannelli solari della pianta: catturano la luce, producono gli zuccheri con cui la pianta cresce e accumulano riserve. Per questo non vanno eliminate in massa: togli solo quelle che fanno ombra alle cime o quelle già secche. A fine fioritura ingialliscono in modo naturale, perché la pianta attinge alle riserve.
Foglie zuccherine
Le foglie zuccherine (sugar leaves) sono piccole foglie che crescono tra i calici della cima. Si chiamano così perché si ricoprono di tricomi e da lontano sembrano spolverate di zucchero. Si rifilano dopo il raccolto; dato che contengono resina, molti coltivatori le conservano per le estrazioni.
Foglia indica e foglia sativa
La forma della foglia dà indizi sulla genetica. Le varietà a dominanza indica hanno foglie larghe, con foglioline corte e verde scuro; quelle a dominanza sativa hanno foglie sottili e lunghe, di un verde più chiaro. La maggior parte delle varietà moderne sono ibridi, con foglie a metà strada. Tutte le differenze tra i due tipi sono spiegate nella guida indica e sativa: le differenze.
Cosa dicono i colori delle foglie
Una foglia di cannabis sana è di un verde uniforme. I cambi di colore sono il modo in cui la pianta segnala un problema:
- Foglie basse gialle: di solito carenza di azoto, oppure semplicemente la fine della fioritura.
- Giallo tra le nervature: carenza di magnesio o pH sbagliato.
- Punte bruciate e foglie molto scure: troppo fertilizzante.
- Sfumature viola: in molte varietà sono genetiche o compaiono con le notti fresche di fine fioritura; non sempre indicano un problema.
Se ti interessano le piante viola, trovi tutte le varietà nella nostra guida alle varietà di cannabis viola.
La cima di cannabis: cos’è e come si forma
La cima è il fiore della pianta femmina. Non è un fiore unico ma un insieme di tanti piccoli fiori raccolti intorno al fusto o a un ramo. La cima più grande, all’apice del fusto principale, si chiama cima principale (in gergo «main cola»); quelle sui rami laterali sono le cime secondarie.
Calici e pistilli
Ogni fiore della cima è formato da un calice, un piccolo involucro a forma di goccia (in botanica una brattea), da cui escono due pistilli: i peli che si vedono a occhio nudo sulla cima. Il loro compito è catturare il polline; se nelle vicinanze non ci sono piante maschio, il fiore non viene impollinato, non forma il seme e continua a produrre resina.
All’inizio della fioritura i pistilli sono bianchi e, man mano che la pianta matura, diventano arancioni, rossastri o marroni e si arricciano. Questo cambio di colore suggerisce la maturazione, ma il momento esatto del raccolto lo indicano i tricomi.

Tricomi: dove si trova la resina
I tricomi sono minuscole ghiandole che ricoprono le cime e le foglie zuccherine e, in misura minore, le grandi foglie e il fusto. Producono la resina che contiene i cannabinoidi come il THC e i terpeni responsabili dell’aroma. Ne esistono tre tipi:
- Bulbosi: i più piccoli, appena visibili anche con una lente.
- Capitati sessili: con una testa rotonda appoggiata quasi direttamente sulla superficie.
- Capitati peduncolati: i più grandi e i più comuni sulle cime, con uno stelo e una testa rotonda; sono loro a dare alla pianta il suo aspetto lucido.
Con una lente da 30–60x si vede come cambiano: prima trasparenti, poi lattiginosi e infine ambrati; come leggere questi colori per scegliere il momento giusto lo spieghiamo nella guida quando raccogliere la cannabis. Cosa aggiungono i terpeni all’aroma lo spieghiamo nella guida ai terpeni e all’effetto entourage.

Pianta di marijuana maschio, femmina ed ermafrodita
La cannabis è una pianta dioica: esistono piante maschio e piante femmina. Solo le femmine formano cime resinose; i maschi producono polline e, se impollinano le femmine, queste riempiono le cime di semi.
- Femmina: ai nodi compaiono calici con due pistilli bianchi.
- Maschio: ai nodi compaiono piccole palline senza peli, che si aprono come minuscoli fiori pendenti e liberano il polline.
- Ermafrodita: una pianta femmina che, per stress o per genetica, forma anche fiori maschili o piccole «banane» (antere) tra le cime.
Tutti i segnali, con foto e tempi settimana per settimana, sono nella guida cannabis maschio o femmina.
Con i semi femminizzati praticamente tutte le piante sono femmine, quindi non serve selezionarle. Le differenze tra i tipi di semi sono spiegate nella guida ai tipi di semi di cannabis.
Come cambia la pianta durante il ciclo
Non tutte le parti ci sono fin dall’inizio. Questa tabella mostra cosa si sviluppa in ogni fase:
| Fase | Parti che si sviluppano | Durata indicativa |
|---|---|---|
| Germinazione | radice principale e cotiledoni | 1–5 giorni |
| Piantina | prime foglie vere con 1, 3 e 5 foglioline | 1–2 settimane |
| Vegetativa | fusto, rami, nodi e foglie a ventaglio; a fine fase le prefioriture | 3–6 settimane (autofiorenti: 2–3) |
| Fioritura | calici, pistilli, foglie zuccherine, tricomi: le cime | 7–10 settimane |
| Maturazione | pistilli arancioni, tricomi da lattiginosi ad ambrati, foglie grandi che ingialliscono | le ultime 1–2 settimane |
Il ciclo completo, dal seme al raccolto, è descritto passo per passo nella guida come coltivare la marijuana. Le differenze tra semi femminizzati, autofiorenti e regolari, anche nei tempi del ciclo, sono spiegate nella guida femminizzati, auto, regolari o fast.
Importante: Pyramid Seeds vende semi di cannabis come articoli da collezione e le informazioni sulla coltivazione presenti sul nostro sito hanno scopo esclusivamente educativo. In Italia la coltivazione della cannabis è vietata: il quadro completo è nella nostra guida La cannabis è legale in Italia?
FAQ: la pianta di marijuana
Quali sono le parti di una pianta di marijuana?
Radici, fusto, nodi e internodi, rami, foglie (cotiledoni, foglie a ventaglio e foglie zuccherine) e, nelle piante femmina, le cime, formate da calici, pistilli e tricomi. Le piante maschio formano sacche di polline invece delle cime.
Come si chiama la foglia di marijuana?
Le grandi foglie si chiamano foglie a ventaglio; ognuna delle loro «dita» è una fogliolina. Le prime due foglie rotonde della piantina sono i cotiledoni, e le piccole foglie resinose che crescono tra le cime sono le foglie zuccherine.
Quante punte ha una foglia di marijuana?
Le foglie a ventaglio di una pianta adulta hanno di solito da 5 a 9 foglioline, a volte 11 o più; il numero è quasi sempre dispari. Le prime foglie vere di una piantina hanno 1 fogliolina, poi 3, poi 5.
Cosa sono i cotiledoni?
Sono le prime due foglie rotonde e lisce che escono dal seme quando germina. Nutrono la piantina nei primi giorni e, dopo qualche settimana, ingialliscono e cadono in modo naturale.
Cos’è una cima di cannabis?
È il fiore della pianta femmina: un insieme di tanti piccoli fiori, ognuno formato da un calice con due pistilli e ricoperto di tricomi che producono resina. La cima più grande, all’apice del fusto principale, si chiama cima principale.
Cosa sono i pistilli della cannabis?
Sono i peli che escono dai calici sulla cima. Servono a catturare il polline; sono bianchi all’inizio della fioritura e diventano arancioni o marroni man mano che la pianta matura.
Cosa sono i tricomi?
Sono minuscole ghiandole che ricoprono le cime e le foglie zuccherine e producono la resina con cannabinoidi e terpeni. Con una lente si vede come passano da trasparenti a lattiginosi e ambrati, il che segna il momento del raccolto.
Cosa sono le foglie zuccherine?
Sono le piccole foglie che crescono tra i calici della cima. Si ricoprono di tricomi, per questo sembrano spolverate di zucchero. Si rifilano dopo il raccolto.
Come si distingue una pianta di marijuana maschio da una femmina?
Dalle prefioriture ai nodi, qualche settimana prima della fioritura: la femmina forma calici con due pistilli bianchi, il maschio piccole palline senza peli che poi liberano il polline. Con i semi femminizzati praticamente tutte le piante sono femmine.
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