
La muffa sulla cannabis ha tre facce: la botrite (muffa grigia o bud rot) scava invisibile nel cuore delle cime dense, l’oidio (mal bianco) si posa sulle foglie come una polvere bianca simile a farina, e la muffa da conservazione compare quando le cime finiscono nel barattolo ancora troppo umide. Tutte e tre hanno la stessa causa: umidità troppo alta e aria ferma. Se riconosci i segnali per tempo, di solito salvi la maggior parte del raccolto.
In questa guida trovi una tabella «cosa vedi → cos’è → cosa fare», come si presenta la muffa sull’erba e come distinguerla dai tricomi, come affrontare botrite e oidio e un piano di prevenzione fase per fase, pensato anche per gli autunni umidi del Nord Italia e delle zone prealpine.
Nota legale: le informazioni di questo articolo hanno scopo esclusivamente educativo e informativo. In Italia la coltivazione della cannabis è vietata: il quadro completo è nella guida La cannabis è legale in Italia?
Come si riconosce la muffa sulla cannabis: la panoramica
La maggior parte dei coltivatori si accorge della muffa troppo tardi perché guarda nel posto sbagliato. La botrite sta dentro la cima, l’oidio comincia sulla pagina superiore delle foglie, e la muffa da conservazione si vede solo nel barattolo. Questa tabella aiuta a fare una diagnosi rapida:
| Cosa vedi | Cos’è | Stadio | Cosa fare |
|---|---|---|---|
| Singole foglioline marroni e secche che spuntano da una cima per il resto sana | Botrite (bud rot) all’interno | Iniziale | Apri la cima e taglia la parte colpita con abbondante margine |
| Feltro grigio e lanuginoso dentro la cima, la cima è molle al tatto | Botrite (bud rot) | Avanzato | Elimina tutta la cima, controlla quelle vicine |
| Macchie bianche farinose sulla pagina superiore delle foglie, che si tolgono con un dito | Oidio (mal bianco) | Da iniziale a medio | Togli le foglie colpite, abbassa l’umidità |
| Macchie giallastre sopra, peluria grigiastra sotto la foglia | Peronospora | Da iniziale a medio | Togli le foglie colpite, tieni la pianta più asciutta |
| Odore di cantina o di fieno bagnato nel barattolo | Muffa da conservazione | All’inizio | Tira subito fuori le cime e controllale una per una |
| Filamenti o peluria bianco-grigia sulle cime essiccate | Muffa da conservazione | Visibile | Butta via le cime colpite |

Muffa o tricomi? Come distinguerli
Bianco non vuol dire sempre muffa. Le cime mature, in particolare, sono coperte di tricomi che da lontano sembrano una patina chiara. Con una lente (30–60×) la differenza è evidente:
- I tricomi stanno separati su brevi steli e portano una testa rotonda e lucida, trasparente, lattiginosa o ambrata. Sono distribuiti in modo uniforme su cima e foglioline.
- La muffa forma filamenti sottili e intrecciati senza teste, ha un aspetto opaco, lanuginoso o simile al cotone e spesso sta in un solo punto, di solito dentro la cima o alla sua base.
Nel dubbio aiuta l’olfatto: le cime sane profumano dei loro terpeni, la muffa sa di stantio, di cantina o di fieno bagnato. Come appaiono i tricomi maturi lo mostriamo nel dettaglio nella guida quando raccogliere la cannabis.
Botrite (bud rot): il marciume che parte dall’interno
La botrite, chiamata anche muffa grigia o bud rot, è causata dal fungo Botrytis cinerea. Entra dove l’umidità ristagna: all’interno delle cime grandi e dense, intorno allo stelo. Da fuori la cima spesso sembra ancora sana; quando il feltro grigio diventa visibile, il cuore è già distrutto.

Come riconoscere la botrite per tempo
- Una singola fogliolina della cima diventa improvvisamente marrone e secca, mentre le altre restano verdi.
- Una cima si piega o è più molle in un punto.
- In un punto i pistilli diventano marroni e mollicci invece di arricciarsi.
Apri con attenzione le cime sospette con le dita o con forbici pulite. Se dentro lo stelo è marrone e coperto di feltro grigio, è botrite.
Perché l’autunno è la stagione della botrite
La botrite ama le notti fresche, la rugiada e la pioggia a temperature intorno ai 15–20 °C: esattamente il tempo di settembre e ottobre nella Pianura Padana, nelle zone prealpine e in gran parte del Nord Italia, ma anche nelle valli e lungo le coste del Centro quando arrivano le prime piogge. Le piante outdoor che maturano solo a metà ottobre passano le ultime settimane in un clima ideale per il fungo. Al Sud, dove l’autunno resta più asciutto e caldo, il rischio è più basso, ma un’ondata di umidità a fine fioritura basta. Le più esposte sono le grandi cime apicali compatte delle indica, perché l’acqua piovana non si asciuga al loro interno per giorni.
Cosa fare in caso di botrite
- Taglia con margine: elimina la cima colpita 2–3 cm oltre l’infezione visibile, possibilmente senza scuoterla, altrimenti le spore arrivano alle cime sane.
- Subito in un sacchetto: taglia la cima colpita sopra un sacchetto e chiudilo subito. Non metterla nel compost: le spore sopravvivono e tornano l’anno dopo.
- Pulisci gli attrezzi: passa le forbici con alcol dopo ogni taglio.
- Controlla ogni giorno le cime vicine: nelle notti umide la botrite si diffonde in fretta.
- Raccogli prima: vicino alla maturazione, anticipare di qualche giorno è quasi sempre meglio che aspettare la fine di una settimana di pioggia.
Oidio sulla cannabis: come riconoscerlo e trattarlo
Il mal bianco è il secondo grande fungo della cannabis e, a differenza della botrite, si vede presto. Ne esistono due forme, diverse per aspetto e per le condizioni che preferiscono.

| Oidio (mal bianco) | Peronospora | |
|---|---|---|
| Aspetto | Macchie bianche e farinose, come zucchero a velo | Macchie da gialle a brunastre sopra, peluria grigiastra sotto |
| Dove | Pagina superiore della foglia, poi steli e cime | Pagina inferiore della foglia |
| Condizioni | Giorni caldi, notti fresche, aria ferma, anche con umidità moderata | Umido e fresco, foglie bagnate a lungo |
| Si toglie con un dito? | Sì | No |
Macchie bianche sulle foglie di cannabis: cosa fare
- Togli subito le foglie colpite e mettile in un sacchetto chiuso.
- Fai circolare l’aria: un ventilatore, più spazio tra le piante, sfoltisci le foglie basse.
- Abbassa l’umidità al 40–50% in fioritura.
- In vegetativa aiutano prodotti a base di bicarbonato di potassio o olio di neem, spruzzati sulle foglie. Una volta iniziata la fioritura non spruzzare più: i residui restano nelle cime e l’umidità favorisce la botrite.
L’oidio può sparire da solo? No. Le macchie visibili si possono togliere, ma la rete del fungo resta sulla pianta finché le condizioni gli sono favorevoli. La diffusione si ferma solo quando umidità e ricircolo d’aria sono giusti. Se l’oidio ha già raggiunto le cime, quelle cime sono perse.
Cime ammuffite dopo il raccolto: muffa in essiccazione e conservazione
Il terzo pericolo arriva dopo il raccolto. Le cime fresche sono per tre quarti acqua: se si asciugano troppo lentamente o finiscono troppo presto nel barattolo, ammuffiscono dall’interno. Il limite è l’umidità: sopra il 65% nel barattolo sei in zona rossa.

- In essiccazione: 18–21 °C e 50–60% di umidità, un leggero movimento d’aria, non appendere i rami troppo fitti.
- Nel barattolo solo dopo il test dello stelo: i rametti sottili devono spezzarsi quando li pieghi.
- Nel barattolo: obiettivo 58–62%, apri i barattoli ogni giorno nella prima settimana. Se il valore sale sopra il 65%, tira fuori le cime per qualche ora.
- Un odore di stantio all’apertura del barattolo è un campanello d’allarme: controlla ogni cima.
Quanto tempo ci mette l’erba ad ammuffire?
Meno di quanto molti pensino. Cime umide in un barattolo chiuso possono avere odore di stantio già dopo due o tre giorni a temperatura ambiente; la peluria visibile arriva spesso entro una settimana. Sulla pianta, nelle notti umide d’autunno, la botrite può passare da una cima alle vicine in pochi giorni. Le cime essiccate e conciate bene, con il 58–62% di umidità nel barattolo, restano invece stabili per mesi, se conservate al buio e al fresco.
Tutti i valori e i metodi nel dettaglio sono nella guida a essiccazione e concia della cannabis. Per i semi valgono regole diverse: le trovi in come conservare i semi di cannabis.
Come prevenire la muffa: l’umidità fase per fase
Con la muffa la prevenzione è l’unica strategia davvero efficace. La leva più importante è l’umidità, che deve scendere a ogni fase.
| Fase | Umidità | A cosa fare attenzione |
|---|---|---|
| Piantina e talea | 65–75% | Qui l’umidità alta è voluta, ma l’aria deve muoversi |
| Vegetativa | 55–65% | Spazio tra le piante, sfoltisci i rami bassi |
| Inizio fioritura | 45–55% | Ventilatori sotto e sopra la chioma |
| Fine fioritura (ultime 2–3 settimane) | 40–45% | La fase più densa, il rischio di botrite più alto |
| Essiccazione | 50–60% | Buio, 18–21 °C, non appendere troppo fitto |
| Concia nei barattoli | 58–62% | Sopra il 65% apri subito i barattoli |
Indoor
- Un estrattore abbastanza potente e un ventilatore di ricircolo: niente aria ferma nella chioma.
- Defogliazione: nella terza settimana di fioritura togli le grandi foglie che coprono le cime.
- Annaffia la mattina, non la sera: il terreno bagnato durante il buio fa salire l’umidità.
- Di notte la temperatura scende e l’umidità relativa sale: fai lavorare il deumidificatore durante il periodo di buio.
Quale temperatura e quale umidità servono in ogni settimana di fioritura lo spieghiamo nella guida alla fioritura della cannabis settimana per settimana.
Outdoor in Italia: Nord e Sud
- Copertura contro la pioggia: una semplice tettoia o un telo di plastica sopra la pianta nelle ultime settimane di fioritura tiene la pioggia lontana dalle cime.
- Scuoti le cime dopo la pioggia: scuoti delicatamente, così l’acqua non resta dentro le cime.
- Scegli la varietà giusta: prima una varietà è pronta, meno settimane passa sotto la pioggia d’autunno. Al Nord conviene raccogliere entro fine settembre; al Sud c’è più margine. Le cime sativa più ariose si asciugano dopo la pioggia più in fretta delle compatte cime indica.
Si può salvare l’erba ammuffita? E fumarla?
Salvarla: in parte. Se è colpita una sola cima, tagliala con abbondante margine; il resto della pianta si può ancora usare se sulle altre cime non trovi segnali. Le cime con muffa visibile non si possono «pulire»: lavarle, asciugarle o scaldarle non le rende di nuovo buone.
Fumarla: no. Le cime ammuffite vanno nella spazzatura, non nel grinder: vale per botrite, oidio sulle cime e muffa da conservazione.
Varietà pronte prima delle piogge d’autunno
Nessuna varietà è immune alla muffa, ma puoi decidere per quanto tempo le tue piante restano esposte al rischio. Le varietà che maturano a fine agosto o all’inizio di settembre evitano quasi del tutto la parte più umida dell’autunno del Nord.
- Fast version: fotoperiodiche con una o due settimane di fioritura in meno, per esempio la Gorila Fast con 51 giorni di fioritura (43 sotto LED).
- Indica precoce: i semi di Anubis, 70% indica con soli 48 giorni di fioritura, pronta outdoor già nella 1ª–2ª settimana di settembre. Scuoti bene le cime compatte dopo la pioggia.
- Genetica resistente alla muffa: la Black Cherry Punch è resistente alla muffa e pronta outdoor a settembre; anche con lei tieni l’umidità sotto il 50% a fine fioritura.
- Autofiorenti: non dipendono dalla durata del giorno; seminate da maggio, sono pronte a fine estate. Per esempio la Auto Alpujarreña, circa 50–55 giorni dalla germinazione (43–48 sotto LED).
- Varietà a dominanza sativa con cime più ariose per i posti ventosi e piovosi: maturano più tardi, ma dopo la pioggia si asciugano prima.
Varietà a fioritura rapida dalla nostra selezione a Barcellona, con garanzia di germinazione e spedizione discreta in Italia e in Svizzera.
Nessun cambio di luce e un ciclo breve: ideali per balconi e giardini con stagioni corte e umide.
Per i posti umidi e ventosi vale la pena guardare anche i nostri semi sativa e la categoria semi per outdoor, con il calendario per Nord e Sud Italia.
FAQ: muffa sulla cannabis e botrite
Come si riconosce la muffa sull’erba?
La muffa forma filamenti opachi e lanuginosi senza teste, bianchi, grigi o verdastri, spesso simili al cotone, e di solito sta in un solo punto, dentro la cima o alla sua base. Con la botrite singole foglioline della cima diventano marroni e dentro, vicino allo stelo, c’è un feltro grigio. L’oidio appare come una patina bianca e farinosa sulle foglie che si toglie con un dito.
Come capire se la mia erba è ammuffita?
Guarda da vicino con una lente (30–60×) e annusa la cima. La muffa forma filamenti opachi e lanuginosi senza teste e ha odore di stantio, di cantina o di fieno bagnato. Le cime sane profumano dei loro terpeni, e il bianco che vedi sopra è fatto di tricomi separati con teste rotonde e lucide.
Muffa o tricomi: come distinguerli?
I tricomi stanno separati su brevi steli, hanno una testa rotonda e lucida e sono distribuiti in modo uniforme sulla cima. La muffa forma filamenti intrecciati e opachi senza teste e di solito sta in un solo punto, spesso dentro la cima.
Cosa causa la botrite?
Il fungo Botrytis cinerea. Prospera dove l’umidità resta dentro le cime dense: nelle notti fresche e umide, con rugiada e pioggia intorno ai 15–20 °C, oppure indoor quando l’umidità è troppo alta e l’aria è ferma. I più esposti sono i raccolti outdoor tardivi in un autunno umido, come al Nord.
Si può salvare l’erba ammuffita?
In parte. Taglia le cime colpite 2–3 cm oltre l’infezione visibile e buttale in un sacchetto chiuso. Il resto della pianta si può ancora usare se le altre cime non mostrano segnali. Le cime con muffa visibile non si salvano lavandole, asciugandole o scaldandole.
Si può fumare l’erba ammuffita?
No. Le cime ammuffite vanno nella spazzatura, non nel grinder: vale per botrite, oidio sulle cime e muffa da conservazione.
Cosa fare se compare la botrite poco prima del raccolto?
Elimina subito con abbondante margine le cime colpite senza scuotere la pianta e controlla le altre ogni giorno. Se la pianta è quasi matura ed è prevista altra pioggia, di solito è meglio raccogliere qualche giorno prima che lasciare il raccolto al fungo.
L’oidio può sparire da solo?
No. Le foglie colpite si possono togliere, ma la rete del fungo resta sulla pianta finché umidità e ricircolo d’aria non sono giusti. Con più ricircolo, umidità più bassa e, in vegetativa, prodotti a base di bicarbonato di potassio, la diffusione si può fermare. L’oidio sulle cime le rende inutilizzabili.
Come evitare la muffa durante essiccazione e concia?
Essicca a 18–21 °C e 50–60% di umidità con un leggero movimento d’aria, e metti le cime nei barattoli solo quando i rametti sottili si spezzano. Nel barattolo tieni l’umidità al 58–62% e apri i barattoli ogni giorno nella prima settimana; sopra il 65%, tira fuori le cime per qualche ora.



