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Scienza 3 min di lettura Alex Sterling Altre lingue: RU ES DE PT FR CS EL RO PL GB
Lo studio rileva un impatto minimo della marijuana sulle prestazioni del giorno successivo

Lo studio rileva un impatto minimo della marijuana sulle prestazioni del giorno successivo

Un recente studio ha rilevato che l’uso di marijuana prima di dormire ha un impatto minimo su diverse misure delle prestazioni il giorno successivo, tra cui la guida simulata, le attività cognitive, le funzioni psicomotorie, gli effetti soggettivi e l’umore.

Panoramica dello studio e risultati principali

Lo studio, parte di una ricerca più ampia sugli effetti di THC e CBD sull’insonnia, ha coinvolto 20 adulti con diagnosi di insonnia che utilizzavano raramente marijuana. Condotto da ricercatori della Macquarie University, della University of Sydney, del Royal Prince Alfred Hospital, della Griffith University e della Johns Hopkins University, lo studio ha rilevato che una singola dose orale di 10 mg di THC combinata con 200 mg di CBD non comprometteva in modo significativo le funzioni cognitive o le prestazioni di guida il giorno successivo rispetto a un placebo.

«I risultati di questo studio indicano che una singola dose orale di 10 mg di THC, in combinazione con 200 mg di CBD, non compromette in modo significativo le funzioni cognitive o le prestazioni di guida il giorno successivo rispetto al placebo negli adulti con insonnia che utilizzano raramente marijuana», hanno dichiarato i ricercatori.

Metodologia della ricerca

I partecipanti sono stati assegnati casualmente a ricevere un placebo oppure 2 millilitri di olio di cannabis contenenti 10 mg di THC e 200 mg di CBD. Questo dosaggio è stato scelto sulla base di studi precedenti, secondo i quali poteva provocare effetti soggettivi, come una maggiore sonnolenza, senza compromettere le prestazioni cognitive e psicomotorie nei consumatori occasionali di cannabis.

Durante una sessione successiva, i partecipanti che inizialmente avevano ricevuto il placebo hanno assunto la miscela di THC e CBD, e viceversa. I test cognitivi sono stati eseguiti entro due ore dal risveglio, mentre le prestazioni di guida sono state valutate 10 ore dopo la somministrazione mediante un simulatore di guida a base fissa. I partecipanti hanno inoltre riferito le proprie sensazioni soggettive, come sentirsi “sballati”, “sedati”, “vigili”, “ansiosi” o “assonnati”, a diversi intervalli fino a 18 ore dopo la somministrazione.

Risultati e implicazioni

Lo studio non ha rilevato differenze significative in 27 dei 28 test delle funzioni cognitive e psicomotorie, né nei test di guida simulata, tra il gruppo THC–CBD e il gruppo placebo. L’unica differenza degna di nota consisteva in una lieve riduzione dell’accuratezza, pari a circa l’1,4%, nel test di Stroop sui colori e sulle parole, utilizzato per misurare l’interferenza cognitiva. Tuttavia, il risultato è stato considerato clinicamente irrilevante, poiché entrambi i gruppi hanno mantenuto tassi di accuratezza elevati, superiori al 97%.

«Quasi tutti i test cognitivi eseguiti, riguardanti attenzione, memoria di lavoro, velocità di elaborazione delle informazioni e altri ambiti, non hanno mostrato effetti di THC e CBD il giorno successivo», conclude il rapporto.

Conclusione

Questo studio dimostra che l’uso della marijuana come ausilio per il sonno ha un impatto minimo sulle prestazioni del giorno successivo, rispondendo alle preoccupazioni relative a possibili compromissioni durante attività che richiedono elevate capacità cognitive e psicomotorie, come la guida. I risultati potrebbero influenzare le opinioni e le linee guida relative all’uso della cannabis per l’insonnia.

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