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Medicina 2 min di lettura Maya Bennett Altre lingue: RU ES DE PT FR CS EL RO PL GB
La cannabis schiarisce la mente: uno studio rileva un rischio inferiore di perdita di memoria tra gli utilizzatori

Uno studio innovativo ha individuato un interessante legame tra l’uso di cannabis e la salute cognitiva, mettendo in discussione convinzioni consolidate da tempo. La ricerca indica che le persone che utilizzano cannabis, a scopo ricreativo o medico, riferiscono un numero significativamente inferiore di episodi di dimenticanza e confusione rispetto ai non utilizzatori.

La scoperta è particolarmente rilevante perché suggerisce che l’uso ricreativo di cannabis sia associato a una notevole riduzione del declino cognitivo soggettivo (SCD), una condizione spesso considerata un possibile indicatore precoce di demenza. Pubblicato sulla rivista Current Alzheimer Research, lo studio introduce un nuovo elemento nel dibattito, evidenziando la complessità degli effetti del THC sul cervello.

Lo studio rivela che gli utilizzatori ricreativi di cannabis presentavano un rischio di SCD inferiore del 96%. Tendenze simili sono state osservate anche tra gli utilizzatori a scopo medico e quelli che ne facevano un uso sia medico sia ricreativo, ma in questi gruppi i risultati non hanno raggiunto la significatività statistica.

Tradizionalmente, l’uso intenso di cannabis è stato associato a effetti negativi sulle capacità mentali, tra cui problemi di memoria e abilità verbali. Tuttavia, i ricercatori della SUNY Upstate Medical University sostengono che il rapporto tra cannabis e salute cognitiva sia più complesso. Sottolineano l’importanza delle diverse abitudini di consumo, dei tipi di cannabis e delle ragioni d’uso nel determinare gli effetti cognitivi.

Questo ampio studio ha analizzato i dati del Behavioral Risk Factor Surveillance System del 2021, concentrandosi sugli adulti statunitensi di età superiore ai 45 anni. La ricerca ha esaminato il rapporto tra diversi modelli di consumo di cannabis e il declino cognitivo auto-riferito, prendendo in considerazione fattori quali frequenza d’uso, motivazioni del consumo e modalità di assunzione.

I risultati offrono una prospettiva incoraggiante, suggerendo che la cannabis possa avere effetti protettivi contro il declino cognitivo. I ricercatori ipotizzano che tali benefici potrebbero essere collegati agli effetti positivi della cannabis sulla qualità del sonno e sulla riduzione dello stress, fattori strettamente associati alla salute cognitiva e al rischio di demenza.

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